Sicilia Mondo – Il Governo Lombardo nella morsa delle opposizioni.

La Sicilia è ritornata alla ribalta nazionale per via di una offensiva mediatica senza precedenti nei confronti del Presidente della Regione Lombardo ed il suo Governo da parte di oppositori scatenati, politici e mestatori a noleggio e una stampa nazionale impietosa.

Tantissimi siciliani che vivono all’estero, con i quali siamo legati da costante rapporto di quotidianità, ci chiedono di saperne di più non riuscendo a capire le ragioni di un accanimento così duro e che non ha precedenti nella storia politica della Sicilia.

Tutto è cominciato nel mese di marzo scorso con la diffusione di notizie che accusavano Lombardo di presunte compromissioni mafiose e di contatti con uomini e cosche malavitose.

Non è la prima volta che questo avviene per persone che sono in politica o in posti di responsabilità ma nei confronti di Lombardo l’accanimento ha toccato livelli di autentica battaglia mediatica, culminante con la notizia esplosiva diffusa nella stampa nazionale di un immediato mandato di cattura. Notizia risultata poi infondata.

Ma nonostante il tambureggiare delle illazioni, fino ad oggi non risultano acquisiti fatti precisi da formalizzare per legge. Emblematica la circostanza che dalla Procura di Catania non è partito ufficialmente un avviso di garanzia su quanto sbandierato.

Lo stesso Lombardo, per dare ragione della sua estraneità, ha scelto di tenere una conferenza stampa davanti alle tv, di oltre due ore, durante la quale ha risposto a tutti i quesiti possibili su presunti rapporti con politici corrotti, imprenditori collusi, faccendieri e persone inquisite per mafia, sottoponendosi al fuoco concentrico delle domande dei giornalisti presenti.

La conferenza stampa è stata ascoltatissima ma taciuta dalla stessa stampa nazionale che aveva gridato il giorno prima. La campagna contro è andata anche oltre oceano. Da non crederci. Alcuni politici siciliani, già in posti di responsabilità nel Governo regionale, in una città degli Stati Uniti, davanti ad una assemblea di Istituzioni italiane e americane e di italo-americani, ha fatto una descrizione del Governo Lombardo e della situazione politica ed economica della Sicilia talmente devastante da far perdere il buonumore dei siciliani presenti.

Alcuni ci hanno telefonato indignati. Anche noi siamo indignati, noi che ci siamo sempre battuti per una immagine sacrale della Sicilia facendone una icona della nostra identità. Che pena sentire queste cose. Che senso ha poi portare fuori lo scenario deprimente di una situazione politica tanto degradata. Non giova certo alla Sicilia.

Sullo scontro regionale, la stragrande maggioranza dei siciliani ha assunto una posizione di attesa. Non si è fatta coinvolgere. Attende Lombardo alla prova dei fatti ma teme che il suo Governo non durerà.

In tutti, la convinzione che gli oppositori incalzano Lombardo senza tregua per paura che possa completare la legislatura ed il suo programma di svolta, tanto più che l’attuale Giunta di Governo è formata da magistrati e da persone perbene e da un numero di parlamentari sufficienti attorno al suo programma anche se di sensibilità ed estrazione elettorale diversa.

In tutti una grande preoccupazione per come vanno le cose in Sicilia, ma anche un forte recupero di consapevolezza e di orgoglio a fare la propria parte. Un sussulto che vogliamo cogliere.

Ci è sembrato infatti di registrare, in controtendenza con quanto affermato recentemente dai sociologi sul presunto distacco tra società e politica, una Sicilia che reagisce, che mette fuori una vitalità sorprendente. Una Sicilia che vuole tagliare con le politiche del passato, che vuole legalità, che aspira ad un modello di vita e di sviluppo non diverso da quello delle Regioni più avanzate.

E’ una impennata di orgoglio che si avverte, forse acuita dall’attuale bailamme politico nella gente comune, che lavora, che lotta con i problemi della quotidianità, nella gente che non partecipa alle manifestazioni e non fa politica, e che non è etichettata. Che fino a ieri cambiava canale quando vedeva il volto dei politici. Oggi qualcosa sta cambiando, la gente vuole conto e ragione, vuole sapere, pretende dalla politica.

I siciliani cominciano a capire che non possono contare più sugli altri e che il cambiamento può avvenire solo dal proprio impegno e dall’intelligente utilizzo delle risorse dell’Isola. A cominciare dalla valorizzazione dell’enorme patrimonio storico-culturale e paesaggistico, dal rispetto delle regole di una convivenza civile, dalla cura dell’ambiente cancellando lo spettacolo dei rifiuti, dalla mobilitazione generale della famiglia per veicolare i consumi in direzione dei prodotti alimentari siciliani e di tutte le altre produzioni dell’Isola, dalla diffusione della cultura antimafia.

Insomma, facendo della grande risorsa identitaria della Sicilia la forza propulsiva di ogni politica di sviluppo.

Conforta constatare una generazione di giovani e di giovanissimi siciliani, sempre più alla ribalta della stampa anche internazionale nei settori della innovazione, della ricerca e dello sport.

La nostra lettura sullo scontro delle forze politiche regionali è semplice. Nei tempi passati, posizioni che sembravano assolutamente inconciliabili trovavano la faticosa conclusione attraverso il primato della politica.

Oggi, purtroppo, la politica è svuotata di valori, sensibilità e spesso di dignità. E, quindi, il discorso è tutto in salita.

Tuttavia, in politica, mai dire mai.”

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