Sicilia Mondo: Il Governo Lombardo ter - Leggi ed investimenti UE in direzione dello sviluppo.

LCon la riapertura dell’Assemblea regionale del 13 gennaio corr., riparte il Governo regionale Lombardo ter, composto dall’Mpa, dal Pdl sicilianista di Micciché, con l’appoggio esterno del Pd.

Un Governo fortemente motivato e deciso a proseguire in direzione delle riforme e dello sviluppo della Sicilia. Le comunità siciliane all’estero che seguono con sempre maggiore interesse gli accadimenti della Sicilia, guardano con simpatia e fiducia il Governo Lombardo ma chiedono più attenzione alle loro questioni, a cominciare dalla applicazione della L.R. 38/84 che prevede, tra l’altro, la riattivazione della “Consulta regionale della emigrazione e della immigrazione”, scandalosamente disattesa dagli ultimi Assessori. Con il passaggio del comparto emigrazione-immigrazione all’Assessorato della Famiglia, confidano nel ripristino alla legalità.

Per una più completa informativa, peraltro assai gradita dai corregionali sulla attività del Governo Lombardo, riportiamo le leggi più importanti approvate nel 2009 e quelle in cantiere a partire da quest’anno.

- Legge anti-racket varata alla unanimità che prevede aiuto agli imprenditori che denunziano gli estorsori;

- Legge sugli aiuti alle imprese con fondi europei;

- Legge sulla riforma sanitaria che ha portato la Sicilia tra le Regioni virtuose in Italia;

- Legge sulla riforma della pubblica amministrazione che ristruttura il sistema degli Assessorati e dei Dipartimenti, in funzione dal 1 gennaio 2010;

- Legge sul credito d’imposta che sblocca quasi 600 milioni di euro di investimenti alle piccole imprese, varata con il consenso di tutta l’Assemblea;

- Legge sugli aiuti alle imprese, votata in meno di 18 ore, con la quale sono stati sbloccati i fondi POR 2007-2013. Ma, occorre ora, per il rilancio della economia siciliana, che all’impegno del Parlamento segua quello del Governo che deve emanare i bandi.

I prossimi impegni riguardano la “questione Fiat” di Termini Imerese, la legge sulla urbanistica, la legge sul piano casa da mettere in calendario, l’Ato rifiuti, la formazione professionale.

Piena la soddisfazione del Presidente della Assemblea Cascio per una gestione parlamentare nel segno del contenimento dei costi e della razionalizzazione della spesa in un iter legislativo legato al senso di responsabilità dei Parlamentari ed alla attività delle Commissioni di merito che hanno portato in aula le proposte di legge pronte per l’approvazione. Il Presidente Cascio ha sottolineato, altresì, l’apertura dell’Assemblea ai giovani ed alla cultura della legalità oltre all’impegno sul tema del contrasto alla mafia.

Intelligente iniziativa di Lombardo per bloccare i fondi Ue - Il Presidente Lombardo, con una iniziativa del tutto innovativa e coraggiosa, la prima in Italia, è riuscito a bloccare 350 milioni di fondi europei del primo biennio del piano 2007-2013 che rischiavano di tornare a Bruxelles perché non utilizzati.

La novità è stata la sottoscrizione di una intesa con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per la creazione di Jessica, un fondo di partecipazione (Holding Fund) dotato di un capitale di 148 milioni di euro, destinati a finanziare la riqualificazione urbana e l’efficienza energetica delle città.

Contestualmente, è stato firmato un accordo con il Fondo Europeo per gli Investimenti del gruppo BEI per la creazione di un fondo Jeremie di 60 milioni di euro a sostegno delle piccole e medie imprese dell’Isola ed alla gestione di operazioni di micro-crediti.

La Sicilia è la prima ad accedere a questi fondi Jessica, ha spiegato il Presidente Lombardo, evitando così il disimpegno da parte della Ue. Credo che sia importante accompagnare con un finanziamento pubblico le iniziative che riguardano le città. Così come è importante coinvolgere le imprese perché la presenza degli imprenditori privati è garanzia che gli investimenti siano produttivi.

La Sicilia è la prima Regione che ha firmato questo strumento destinato a sostenere allo sviluppo delle aree urbane.

Una unificazione di più popoli si stabilizza e si radica solo attorno a valori e principi essenziali come il rispetto del diritto e della ragione, l’amore verso l’altro, la libertà di pensiero e di comunicazione, il principio di solidarietà oggi attualissimo, anche se antico di 2000 anni quanto la storia del cristianesimo.

La nuova Europa dovrà valorizzare il campanile di ciascuno dei 25 Stati cioè il patrimonio delle rispettive civiltà, culture e specificità che rappresentano una comune ricchezza dal valore inestimabile. Dall’Atlantico al Baltico, l’Europa unificata è attraversata da oltre 350 culture regionali diverse ma le mescolanze e le ibridazioni culturali quando cooperano, si parlano e dialogano non sono mai motivo di conflitto ma occasione di reciproca ricchezza.

La nostra esperienza di emigrazione ci dice che coloro che coltivano la propria cultura di identità ed hanno certezza ed orgoglio della propria appartenenza, sono sempre disponibili al dialogo, al confronto ed allo scambio con gli altri perché capiscono e rispettano i valori delle altre culture.

Siamo convinti che l’Europa unificata, quando entrerà a regime, garantirà benefici a tutti non solo ai nuovi ma soprattutto ai vecchi (libera circolazione di idee, di persone, di capitali e di merci in un mercato molto più ampio).

Restano le nostre riserve sulla libertà di circolazione, attualmente scadenzata e contingentata, relativa ai cittadini dei nuovi paesi membri che dal 1 maggio non sono più extra comunitari ma cittadini europei a pieno titolo come noi.

Nel momento in cui l’Europa festeggia il traguardo dei 25 Stati con 458 milioni di cittadini, il nostro pensiero va a quell’esercito dei nostri migranti che negli anni ‘50 e ‘60 ricostruirono i paesi europei distrutti dalla guerra colmando i vuoti democratici, i vuoti di mercato, i vuoti dei lavori più pesanti e più umili, consentendo il decollo del Vecchio Continente.

Sono stati gli uomini che hanno creato la prima integrazione dell’Europa, i primi cittadini europei, i portatori di un modello reale di unità tra i popoli, i precursori dell’Europa dei popoli. Sono stati eroi.

Una memoria storica o meglio una epopea lacerante per il nostro Paese, purtroppo dimenticata, e che oggi andrebbe riletta.

L’emigrazione quando diventa incontro di popoli, è sempre fattore di grande civiltà e ricchezza.

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