La storia che ha cambiato la Sicilia: la dominazione araba

Una delle dominazioni che ha influenzato di più la cultura, le tradizioni, la gastronomia e la mentalità del popolo siciliano è proprio quella araba.

Effetti della dominazione araba

Gli Arabi sono giunti in Sicilia nel IX secolo e sono rimasti fino al 1492, anno in cui il re di Spagna,  Ferdinando “Il Cattolico”, decise di cacciare tutti quelli che non erano di religione Cristiana, quindi Ebrei e Arabi. La presenza di questa popolazione si trova tutt’oggi nei nomi di alcune città, che sono di origine araba come Alcamo, Marsala, Favara, Catania o le città che iniziano per “Cala” (Calatafimi, Caltagirone; Caltanisetta). In queste e in altre città si può osservare l’architettura araba in tutto il suo splendore. Un esempio eccelso è la Zisa che si trova a Palermo, un imponente palazzo austero che racchiude decorazioni di valore inestimabile.

Sembra che anche il temuto termine “mafia” arrivi dall’oriente. Secondo un studioso, Antonio Di Gregorio, il termine “Afia” indicherebbe “Forza”, mentre la lettera “M”, nella lingua araba, è un avversativo , ossia “non”. La parola “mafia” quindi, in origine voleva dire “non forte”. Infatti è parere comune di molti studiosi che la “Mafia” in origine fosse completamente diversa e il suo scopo era quello di sostenete il popolo contro lo strapotere dei potenti. Nel tempo ha subito un’evoluzione completamente negativa.

Influssi arabi in cucina

La cultura culinaria è il settore che presenta il maggior numero di influssi della tradizione araba. Basta pensare alla cubbàita (granita) che è stata importata dagli arabi, ma anche il cous cous molto diffuso nelle zone di Marsala e Trapani. Gli arancini e le crespelle sembra siano discendenti del turco falafel, così come l’utilizzo dei ceci per fare il pane o le panelle, deriva dalle abitudini arabe. Anche a livello di dolci non si scherza: cassata (qas’a), sorbetto (sciarbat) e pasta reale. Tra gli ingredienti più diffusi nella cucina siciliana e importati dagli arabi troviamo il sesamo (giuggulena), lo zafferano, lo zibibbo (di cui hanno introdotto la coltivazione come per le banane).

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