Dalla “Giornata del Siciliano nel mondo” le proposte di
partecipazione alle politiche di sviluppo della Regione.

“Con la XIV “Giornata del Siciliano nel mondo” le Associazioni siciliane che operano nelle varie parti del mondo, hanno celebrato la 64° ricorrenza della promulgazione dello Statuto della Regione Siciliana riaprendo momenti di riflessione e di attualità sul significato storico e politico dell’evento e sulle prerogative della Autonomia siciliana sancita dalla Costituzione.

Diciamo subito che tali prerogative sono state sistematicamente non attuate dai Governi nazionali che si sono succeduti nei 64 anni di vita Parlamentare impedendo al popolo siciliano di raggiungere legittimamente gli eguali livelli di sviluppo di vita delle Regioni privilegiate del Nord.

Problema, questo, di scandalosa e permanente attualità anche ai nostri giorni con un Governo leghista Bossi-Tremonti che porta al Nord le risorse destinate al Sud, addirittura cancellando la questione meridionale dalla Agenda di Governo nella finanziaria recentemente approvata. Nel silenzio ossequioso dei parlamentari meridionali. Una politica ostile di Governo sotto gli occhi di tutti.

La lettura della “Giornata del Siciliano nel mondo” ed il rapporto costante di quotidianità con le comunità fuori dalla Sicilia, ripropongono l’impegno di seguire con attenzione gli accadimenti siciliani alla ricerca delle scelte operative più appropriate e delle priorità del momento.

L’associazionismo di emigrazione ha il merito storico di avere preservato e monitorato il rapporto con le comunità siciliane nelle varie parti del mondo, svolgendo un ruolo di supplenza nella lunga latitanza dei Governi. Ha, così, prolungato la vita e la identità culturale di origine dei siciliani. Evitando la separazione dall’Isola madre.

Oggi gestisce una rete fittissima di contatti e di relazioni costruita in decenni di lavoro e di trasformazioni storiche e sociali.

La domanda che si pone oggi è se questa struttura associativa di relazioni e di risorse immateriali straordinarie, sia attrezzata per le sfide del presente e del futuro o se sia destinata, nel tempo, a diventare residuale e, quindi, invisibile.

E’ fin troppo evidente che la loro sopravvivenza ha bisogno di essere sostenuta ed alimentata di contenuti culturali e di stimoli per suscitare interesse. Fondamentale è il coinvolgimento e la partecipazione delle stesse comunità e dei singoli siciliani, specie quelli che occupano posti di responsabilità.

In questo senso, Sicilia Mondo intende proporsi come soggetto di raccordo e di proposta per il coinvolgimento della rete risorsa rappresentata dalle comunità siciliane, nelle politiche di sviluppo del Governo regionale. Come partecipazione attiva. Non è la prima volta che si è fatta portavoce presso le Istituzioni regionali delle indicazioni provenienti dalle Assemblee e dagli Incontri con le comunità presentando, addirittura, progetti formalizzati.

Anche la “Giornata del Siciliano nel mondo” di quest’anno vuole dare un suo messaggio con la proposta di un comitato interassessoriale che preveda il coinvolgimento delle comunità siciliane nelle manifestazioni della Regione. In particolare, propone che ogni singolo Assessore, nell’esercizio delle sue politiche e nelle operatività del suo settore di competenza, interpelli, chiami o si raccordi con i siciliani eccellenti dello stesso settore.

Senza dire che ne verrebbero fuori confronto e soluzioni ricchi di professionalità e di esperienze provenienti da altre Nazioni e Regioni. Ma si aprirebbe una stagione nuova di rapporti ravvicinati e reali, possibilmente anche di interessi con il meglio della società siciliana.

Anche a Catania, Sicilia Mondo ha celebrato la “Giornata del Siciliano” sul tema prescelto di quest’anno “Sicilia, Regione di Europa e del mondo”, conclusasi con la proposta al Governo regionale di una vigorosa e liberatoria politica assolutamente autonoma, da sviluppare nell’area del Mediterraneo, politica perfettamente pertinente con le prerogative dello Statuto regionale. Ma anche come i primi passi per la sua internazionalizzazione.

La proposta contiene, altresì, la istituzione di un Assessorato Regionale, tessitore di intercultura e rapporti con i vari Paesi che si affacciano nel Mediterraneo. Per dare un senso reale alla Autonomia voluta dallo Statuto regionale.

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