Sicilia Mondo scrive al Ministro Frattini sulla razionalizzazione della rete consolare.

Sicilia Mondo si fa portavoce della forte preoccupazione degli italiani che risiedono all’estero per i provvedimenti restrittivi di razionalizzazione della rete consolare.

Preoccupazione che diventa esasperazione perché si sentono spogliati di uno strumento istituzionale, di sostegno prezioso ed essenziale, faticosamente conquistato in decenni di lotta. Spesso nella latitanza dello Stato.

Dopo il sopruso dell’ICI, quella dei corsi di lingua e cultura italiana, l’assistenza agli anziani poveri, ecc., la chiusura degli uffici consolari è apparsa un autentico schiaffo.

Tenendo presente che tutto questo avviene in un quadro politico generale dove i connazionali all’estero, ma anche gli operatori sociali del settore, avvertiamo la mancanza assordante di un progetto e di una politica per gli italiani all’estero, cioè dell’altra metà di italiani, con i loro figli, che vivono fuori dalla penisola.

Ci domandiamo, spesso, che senso ha un Sottosegretariato per gli italiani all’estero?

Chiudere gli uffici consolari significa smantellare servizi essenziali e rendere più difficile la vita dei nostri connazionali, significa, in un certo senso, ingessare gli interessi strategici degli italiani nei comparti dell’economia, degli scambi, della cultura, dei rapporti con la madrepatria, significa intaccare l’immagine dell’Italia nel contesto internazionale.

Le manifestazioni di protesta delle nostre comunità non si contano e parlano un linguaggio chiaro. Monta e si diffonde una reazione motivata ma anche legittima di chi è italiano a pieno titolo anche se vive all’estero.

L’associazionismo di emigrazione, espressione viva degli italiani nel mondo, vuole fare la sua parte e rendersi interprete delle loro preoccupazioni, di quelli etichettati in aggregazioni politiche, sociali o corporative ma anche di quanti etichettati non sono ma, che custodiscono vivo il sentimento di italianità.

Gli italiani all’estero guardano con simpatia ed orgoglio la figura del Ministro degli Affari Esteri. Rappresenta l’Italia, la sua immagine, la sua proiezione politica nel mondo. Ma anche la tutela degli italiani e dei loro interessi nelle società di insediamento.

In questo senso, chiedono al Ministro degli Esteri, di volere essere mediatore istituzionale questa volta sulla razionalizzazione della rete consolare presso il Governo. Nessuno può difenderli meglio. Affinché la razionalizzazione della rete consolare italiana non venga fatta in maniera restrittiva e penalizzante ma aperta al nuovo, alle priorità delle varie Circoscrizioni e delle comunità ed in concorso con gli interessati. Soprattutto, e finalmente, nel contesto di un progetto di politica per gli italiani nel mondo da parte del Governo

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