La segnatura dei ragazzi, il permesso di soggiorno a punti, le restrizioni ai ricongiungimenti familiari ed alle richieste di asilo, le scuole differenziate. C’è di tutto, di più e di peggio, pur di mantenere vivo nella società italiana un artificioso stato di insicurezza e di paura dal diverso.
E’ il quadro di una politica che alimenta, a testa bassa, sentimenti di intolleranza e di razzismo, di divisioni anziché di integrazioni. Ingredienti tutti che creano separazioni, discriminazioni e spesso violenze. Una politica che sconosce il pianeta “diritti umani” e dimentica la storia della cultura italiana.
La approvazione alla Camera della mozione che crea classi differenziate per i bambini senza cittadinanza italiana, ha suscitato la reazione della opposizione, di parte della maggioranza e di quasi tutte le forze dell’arco politico e sindacale, del mondo cattolico, interventi dell’UE, condanna della stampa internazionale, indignazione nella gente comune che si incontra per la strada.
Basta interrogare la nostra emigrazione per vedere che il primo impatto dei bambini nella società di insediamento, avviene sempre nelle scuole pubbliche, con il compagno di banco ancorché di lingua, costumi e tradizioni diverse. E’ con loro che nasce il primo rapporto con la voglia di apprendere subito la lingua del nuovo Paese, per giocare, per fraternizzare.
I bambini apprendono subito la lingua, prima ancora dei genitori. L’integrazione con i coetanei nasce salda e dura per la vita.
Mai la scuola separata, afferma la pedagogia corrente, perché ghettizza i bambini. Ma lo dice anche la storia, lo dicono i connazionali che hanno vissuto l’esperienza in prima persona o accanto ai figli, lo abbiamo sempre sostenuto come Associazione e, con forza, presso i Governi ospitanti.
La irrazionalità della mozione approvata alla Camera si coglie a piene mani solo che si rifletta che gli immigrati sono una risorsa di cui il Paese non può più fare a meno ed una realtà che non può essere corpo separato della società italiana.
E’ proprio vero, la storia dei Governi ci insegna che si ricorre sempre alle strumentalizzazioni irrazionali, approfittando dei momenti di difficoltà della società civile, quando si vuole coprire le proprie incapacità a risolvere le stesse questioni che altri Governi affrontano con intuito, professionalità e lungimiranza, trasformandole in fattori di sviluppo della società civile.
Sicilia Mondo, facendosi portavoce dell’Universo associativo e della indignazione di tantissimi connazionali, manifesta la propria indignazione per una mozione becera che ha raccolto un record di epiteti negativi da parte del mondo politico e sociale. Si unisce, pertanto, al coro dei dissenzienti ed auspica un ripensamento sereno e responsabile che impedisca la trasformazione della mozione in legge dello Stato restituendo dignità al Paese Italia.