Ponte sullo Stretto: con lettera raccomandata Sicilia Mondo chiede il ripensamento al Presidente Prodi e gli rimette 200 pagine di messaggi dei siciliani all’estero.
Caro Presidente,
Il programma del Governo non prevede la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. E’ vero. Ma è anche vero che nessun programma di Governo è mai stato “Vangelo” così come non risulta che la costruzione del Ponte sia iscritta nel libro delle “opere all’indice”.
Nemmeno la “nuova questione settentrionale” era prevista nel programma dell’Unione, eppure le esigenze di quell’area del Paese che chiede nuovi investimenti, mobilità e nuove infrastrutture per la propria ripresa e competitività, è stata subito accolta. Lo stesso Presidente del Consiglio, giustamente, si è recato al “tavolo di Milano”. Si sono trovate le soluzioni con la gratificazione di tutti e si sono trovate le risorse che non c’erano.
Anche la Sicilia aspira alla sua crescita e competitività e chiede gli stessi interventi in investimenti, innovazioni ed infrastrutture.
Ma per la Sicilia c’è solo un No secco. Addirittura si dice No al Ponte di Messina che è la madre di tutte le strutture e si tenta di sottrarre le somme già disponibili per la sua costruzione. Perché dire No al Ponte vuol dire No alla ripresa, No alla competitività. Altro che accorciamento delle distanze con le Regioni ricche.
La costruzione del Ponte è stata riconosciuta alla unanimità, dal Parlamento Italiano, opera prioritaria con legge nel 1971. E Lei, Presidente, questo lo sa perché l’ha scritto e riscritto come Presidente dell’IRI, come Presidente della Commissione Europea e come economista (un giornalista di Catania sta raccogliendo tutte le Sue interviste e dichiarazioni sul Ponte).
Il Ponte è la vita per la Sicilia perché rappresenta il collegamento veloce con l’Europa ed il suo sistema di comunicazione integrato, il motore per accedere alla competizione globale.
Il 2010 è vicino, la Sicilia non può perdere l’occasione di diventare, con l’entrata in vigore del libero scambio euro-Mediterraneo, la piattaforma territoriale e logistica del colossale movimento di commerci, di scambi, di servizi e di beni tra le aree forti dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia. No, la Sicilia non può perdere questa opportunità.
Senza il Ponte il flusso dei commerci e delle persone sceglierebbe altri approdi nel Mediterraneo con continuità territoriale con l’Europa. Il danno che ne deriverebbe è incalcolabile anche per l’Italia. Senza il Ponte la insularità e l’isolamento della Sicilia è mortale.
Il Ponte non costa nulla alla collettività e Lei, Presidente, lo sa perché è l’unica opera interamente finanziata con copertura pressoché totale. Lo leggiamo nella tabella ufficiale del Suo Governo riportata da tutti i quotidiani sulle grandi opere in programma.
Il costo della costruzione è di Euro 4.957.986.000, la disponibilità è di Euro 4.684.300.000 mancano all’appello Euro 273.000.000 . Per quest’ultima somma, come è noto, provvederebbe la Regione Siciliana.
Togliere, quindi, questi soldi alla Sicilia per portarli altrove, possibilmente nelle Regioni ricche, ce Lo consenta Presidente, è un autentico “scippo di Stato”.
Non è giusto, Presidente, che Lei dica , il Ponte lo vedranno i miei figli, è giusto invece che lo veda Lei ed anche noi che viviamo questo tempo. Così come ancora più ingiusto è che l’alta velocità arrivi in Sicilia nel 2032. La Sicilia è parte dell’Italia, anche Lei Presidente, deve poter viaggiare come noi con l’alta velocità che arriva in Sicilia così come avviene nelle altre Regioni italiane.
Il Ponte lo vogliono tutti i siciliani, anche quelli che vivono all’estero, lo vuole l’Europa che lo ha cofinanziato, lo vuole la storia, il progresso, i processi di innovazione di un mondo sempre più in competizione globale.
Un articolo di Sicilia Mondo su “Il Ponte di Messina e la cultura del babbìo” ha scatenato un finimondo di proteste e di indignazione da parte dell’opinione pubblica siciliana mondiale che considera il No al Ponte uno scippo da parte del Governo ed un abuso dei poteri forti interessati al No.
Impressionante il numero di messaggi e di incoraggiamenti a non demordere da parte delle Associazioni, Comites, CGIE, amministrazioni, sindacati, singoli cittadini, sono arrivate votazioni di assemblee dall’Europa e dalle Americhe mentre giungono notizie di costituzione di Comitati “per il Sì al Ponte” da tutte le parti del mondo.
Abbiamo pensato di rivolgerci a Lei, Presidente Prodi, senza intermediari o accorciatoie. Come Presidente del Governo di tutti gli italiani, come statista, come politico, come uomo.
Le rimettiamo i messaggi ricevuti perché voglia ripensare la questione del Ponte con la serenità che La distingue.
Sono un grido di rabbia e di amore infinito alla propria terra. E’ un inno alla partecipazione. Come Sicilia Mondo ci abbiamo lavorato 40 anni per arrivare a questa cultura, a questo tipo di rapporti nuovi che fa sentire i nostri corregionali che vivono all’estero parte viva ed integrante dell’Isola ma anche protagonisti delle scelte. Il recente voto politico li ha affrancati del tutto per entrare nella quotidianità siciliana. Alta è la tensione e forte l’aspettativa.
E’ una protesta che è partecipazione, invito al ripensamento, ma è anche fiducia nei confronti della massima espressione del Governo e del sistema democratico del nostro Paese.
Per favore , Presidente, tenga nel dovuto conto il peso di questa “voce” che viene da tutte le parti del mondo dove ci sono siciliani, per la sua valenza valoriale, politica e sociale. Perché la partecipazione, quella vera che viene dal “basso”, è la linfa della democrazia ma anche la ricchezza di un grande Paese che comincia a gestire le proprie scelte con la partecipazione ed il consenso che viene da tutte quelle parti del mondo dove c’è presenza italiana.
Non deluda, Presidente, questa attesa perché la richiesta è legittima, fondata, giusta e sacrosanta ed i siciliani intendono difendere con i denti il Sì al Ponte. Perché è questa la più grande conquista del nostro tempo per l’Italia repubblicana e democratica.
Da Lei, Presidente, i siciliani confidano di ricevere una risposta positiva.
In tale attesa, voglia gradire i più cordiali saluti.
Il Presidente
Avv. Domenico Azzia
N.B. Le rimettiamo in allegato le 195 pagine di messaggi in originale pervenuti da tutto il
mondo. Molti sottoscritti da diverse Associazioni e con elenchi di firmatari.
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